Cicale

Non mangia le tue piante. Non punge. Non trasmette nulla.
Ha trascorso anni nel sottosuolo per arrivare fin qui. Le restano cinque settimane. Sta cantando per trovare un compagno prima di morire.
La cicala che senti nelle calde giornate estive è uno degli insetti più antichi che esistano — cantano in questo mondo da decine di milioni di anni.
Le neanidi aerano il suolo mentre crescono nutrendosi di linfa dalle radici — trascorrono da due a cinque anni nel sottosuolo, a seconda della specie. Il guscio vuoto che trovi sui tronchi — l’esuvia — è un segnale che il tuo ecosistema è abbastanza sano da completare questo ciclo.
E canta perché può: il ronzio che chiami rumore è uno degli apparati di comunicazione acustica più sofisticati che l’evoluzione abbia prodotto in un insetto.
Non è una voce. È un tamburo.
Due timbali — membrane nervate — alla base dell’addome che un muscolo contrae e rilascia centinaia di volte al secondo. L’addome cavo amplifica tutto. Solo i maschi hanno i timbali. Solo i maschi cantano.
E qui c’è quello che quasi nessuno sa: in Italia sono presenti circa 25-30 specie di cicale, molte delle quali ancora poco studiate. Quello che chiami “il canto delle cicale” è in realtà un coro di specie diverse, ognuna con la sua frequenza, il suo ritmo, il suo momento della giornata.
Il coro che senti al tramonto ha ancora molti nomi da scoprire.
Lasciala cantare.